La crisi non sembra intaccare i finanziamenti per la solidarietà internazionale. Il Trentino, infatti, continuerà a destinare lo 0,25% del bilancio provinciale, pari attualmente a circa 11 milioni e 300 mila euro, a sostegno delle associazioni e dei progetti formativi e sanitari nel mondo. Aprirsi alla solidarietà per uscire velocemente dalla crisi, puntare all'interculturalità e alla parità di genere come motori per far crescere l'intera comunità. Sono questi i percorsi futuri tracciati ieri dall'assessore alla solidarietà internazionale e alla convivenza Lia Giovanazzi Beltrami.
Solidarietà internazionale
«Dopo tre anni di lavoro per la creazione di reti in tutto il mondo - ha spiegato l'assessore Beltrami - oggi serve fare un passo in avanti per diventare una terra con una vocazione al dialogo e alla riconciliazione». La solidarietà trentina, quindi, deve evolversi collegarsi allo sviluppo economico. «Un contributo nella realizzazione dei progetti - spiega - può arrivare anche da altri soggetti, appartenenti alle diverse categorie sociali. La Provincia mette a disposizione i propri canali». Le strategie future dell'assessorato si basano nel rafforzamento del rapporto virtuoso tra pubblico e privato per rendere più coeso e attivo il Trentino. Tra gli eventi previsti nel 2012 il progetto di formazione rivolto ai giovani «Dialogo in cammino», l'incontro del 19 e 20 aprile con gli ambasciatori in Italia di alcuni Paesi. Saranno riproposte anche «l'Officina Medio Oriente» e «Sulle rotte del mondo» oltre a proseguire le attività del Centro per la formazione alla solidarietà internazionale.
Convivenza
Sono 48.622 i cittadini immigrati che risiedono in Trentino all'1 gennaio 2011 e la convivenza sarà uno dei temi trattati negli stati generali dell'autonomia.
L'obiettivo della Provincia è il superamento delle difficoltà di inserimento dei cittadini immigrati nella comunità grazie al Piano convivenza. L'impegno sarà verso le seconde generazioni attraverso l'interculturalità. I «nuovi cittadini» sono anche un'importante risorsa rappresentando il 10% delle cooperative e delle aziende artigiane. Oltre a questo il Trentino, con l'Alto Adige, è il territorio dove il contributo all'Inps è più alto, 14% contro il 7% della media nazionale, e anche gettito Irpef "pesa" di più, con una media del 6,3%, contro il 4 % circa della media nazionale. Per quanto riguarda i profughi giunti in Trentino, la Provincia ha speso giornalmente 25 euro a persona rispetto ai 45 euro a livello nazionale, offrendo maggiori servizi. Delle 200 richieste di asilo politico, 100 hanno ottenuto una risposta e di queste 50 sono state accolte mentre 49 delle restanti 50 hanno presentato ricorso. Le donne vittime di tratta e seguite della Provincia sono 10 mentre sono 71 i minori stranieri non accompagnati di cui si occupa Cinformi.
Pari opportunità
Puntare alla parità di genere nei rapporti tra uomo e donna per arrivare al benessere dell'intera società. Tra i punti che vengono messi in agenda per il 2012 vi è l'approvazione definitiva del disegno di legge numero 274 sul sistema delle politiche per le pari opportunità tra uomo e donna. Sono previste per il 2012 le prime sostituzioni per le imprenditrici che usufruiranno del Registro Co-Manager. Proseguirà anche l'attività dell'Osservatorio sulla violenza di genere con la creazione di una Casa rifugio e l'istituzione di un fondo di solidarietà per sostenere le azioni intraprese in sede giudiziaria dalle donne vittime di violenza.



11 commenti
Non sono "soldi nostri" sono "soldi di tutti". Lo 0,25% del bilancio annuo sono 50 € per chi ne guadagna netti 20.000. Gli "aiuti interni" sono a parte; almeno questi usiamoli per cambiare la vita a qualcuno che ne ha veramente bisogno, tirchioni.
E a tutti gli s****i che polemizzano con "gli immigrati" ricordo che pagano più di quello che ricevono sia dallo stato che dall'INPS; se non credete a me credete almeno a Sky News e Caritas -> http://tiny.cc/8rj0q
Tanto la Beltrami non usa soldi suoi.
Qui da noi tagliano dappertutto, la benzina a quasi 2 al litro, e questa
spende e spande soldi nostri in giro,
senza sapere dove....
Perchè non mette in rete dove li usa questi soldi?
Vergogna.
Va bene la solidarietà, ma facciamo qui in trentino a chi non ha nulla con cui vivere. Ormai non è piu il tempo per mandare soldi in africa, dobbiamo mantenerli qui e salvare il salvabile...
Quando saremo noi ad avere bisogno, vedremo chi ci aiuterà...sono prorio curioso!
Sono sempre più convinto che la solidarietà istituzionalizzata sia un errore perchè i soldi pubblici devono servire alla comunità che li ha prodotti.
Ben venga la solidarietà privata che deve essere ancora più forte di quella pubblica, ma, ripeto, su base volontaria, non obbligata!
Altrimenti si arriva al paradosso di sostenere progetti a volte discutibili quando in Trentino c'è grande povertà.
Aiutate il popolo greco che non ha medicine negli ospedali perche deve pagare prima le banche!
Ma che c'avrà questa assessora per avere sempre quello che vuole e dirigerlo dovce vuole lei???
Fedele seguace del Maestro....
Se i trentini si addattassero a svolgere tutti i tipi di lavoro, come accadeva un tempo, ora si potrebbe porre un freno a questa massiccia "invasione" di immigrati, i quali, oltre a diffondere religioni e culture radicalmente diverse dalle nostre, fanno impennare il verificarsi di episodi di delinquenza comune.
Basta ascoltare i telegiornali: quasi sempre i protagonisti sono albanesi, marocchini o rumeni.
Chi ha orecchie, intenda!
@Suor Carla...
Ai 250 potenziali licenziati della ditta Arcese prov. di TRENTO.... pensa di poter pagare Lei o il nostro Assessorato alla solidarietà GLI STIPENDI DI TUTTE QUESTE PERSONE?
Anche loro hanno figli e avranno bisogno di PAGARE AFFITTI, MUTUI, BOLLETTE E MANGIARE TUTTI I GIORNI.....
Ringrazio il Signore per questo spirito di SOLIDARIETA' che ha donato alla mia gente....SOLIDARIETA' che ottiene la sua CONTINUA BENEDIZIONE alla nostra terra........
Se continua con una politica sociale così, caro assessore penso che riuscirà solamente a SORTIRE L'EFFETTO CONTRARIO...
Da che mondo è mondo ... è lo stesso IMMIGRATO CHE SI DEVE ADATTARE AL PAESE CHE LO OSPITA SE DAVVERO VUOLE INTEGRARSI...
Personalemente sono stufo di lavorare da una vita 8 ore al giorno per pagare i DENTI GRATIS a chi è APPENA ARRIVATO mentre io DEVO FARE RATE PER POTER A TURNO CURARE I DENTI DELLA MIA FAMIGLIA...