No a 250 licenziamenti

L'esito della procedura di mobilità aperta da Arcese Trasporti per 250 dipendenti non è scontato. Venerdì scorso a Roma il tentativo di intesa in sede sindacale, prevista dalla normativa, si è chiuso con un verbale di mancato accordo e con il rinvio alla convocazione da parte del ministero del Lavoro. I sindacati sottolineano che Arcese non ha ancora utilizzato tutti gli ammortizzatori sociali disponibili. Prima del licenziamento c'è la cassa integrazione straordinaria. L'assessore provinciale all'industria  Alessandro Olivi  si è messo in contatto ieri mattina presto con i vertici dell'azienda di autotrasporto. Oggi alle 15 è previsto l'incontro con Arcese, in cui la Provincia metterà sul piatto non solo il leaseback da 18 milioni di euro con i conseguenti vincoli occupazionali ma l'intero maxiprogetto di rilancio dello scalo intermodale a Mori Ferrovia. A patto che non si cominci con i tagli occupazionali.


La comunicazione ufficiale degli esuberi è giunta alle organizzazioni sindacali il 30 gennaio. I sindacati hanno chiesto all'azienda guidata da  Eleuterio Arcese , che è anche presidente nazionale degli autotrasportatori di Confindustria, di evitare gli esuberi attivando la richiesta della cassa integrazione straordinaria per un anno. «Di questa possibilità - spiega  Giuseppe Dossi  della Filt Cgil - avevamo già discusso con i lavoratori della sede di Arco. Quando abbiamo ricevuto la comunicazione dell'azienda, la nostra richiesta è stata ferma: inoltrare domanda di cassa integrazione straordinaria per dodici mesi in modo da evitare i licenziamenti e mantenere i dipendenti in forza all'azienda, lavorando per il rilancio delle attività e per garantire i livelli occupazionali. Per noi 250 esuberi sono inaccettabili».
«Conoscevamo lo stato di difficoltà di Arcese - dice l'assessore Olivi - ma non ci avevano informato della richiesta di mobilità. Ricordo che l'operazione di leaseback del 2009 puntava a difendere l'occupazione, a mantenere il radicamento in Trentino e prevedeva addirittura garanzie sulla governance dell'azienda».

 

L'acquisto da parte di Trentino Sviluppo del compendio Arcese di Rovereto, con successivo leasing, è infatti vincolato al mantenimento di un livello occupazionale di 750 addetti in Trentino. Attualmente Arcese Trasporti occupa 1.100 lavoratori nella ventina di sedi in tutta Italia. Di essi 800 sono iscritti in Trentino, anche se i trentini residenti sono 340. Gli esuberi potrebbero riguardare varie filiali, ma certamente colpirebbero anche Arco, dove lavorano 150 addetti fissi più gli autisti, e Rovereto, dove i fissi sono 110.
«Il leaseback però - prosegue Olivi - era legato anche al rilancio dell'idea di una postazione strategica di Arcese tra Arco e Rovereto. Il progetto a cui stiamo lavorando con l'azienda e con Rfi è lo sviluppo del polo intermodale di Mori Ferrovia come polo distributivo produttivo. Quindici giorni fa Arcese ci ha fatto avere una nuova proposta». L'idea è di sviluppare a Mori-Rovereto il passaggio da strada a rotaia del trasporto di grandi quantità di materie prime, la cosiddetta intermodalità a rottura di carico. Ma Olivi rimarca che «non si può cominciare con i tagli occupazionali. Prima di arrivare al licenziamento c'è la cassa integrazione straordinaria che dà un anno di tempo per definire le azioni di rilancio».
«Sull'intermodale stiamo investendo - ricorda il direttore del personale di Arcese  Claudio Collotta  - Abbiamo acquistato 600 semirimorchi e facciamo 15 treni al giorno dall'Italia in Germania e viceversa. Il lavoro nella logistica richiede un cambio di qualificazione dei dipendenti da autisti a specializzati nell'intermodalità. Ed è un lavoro più vivibile». Intanto però Arcese Trasporti chiude il 2011 con un fatturato in calo del 20%, dai quasi 300 milioni del 2010 a meno di 250 milioni. Ed è in arrivo un nuovo rosso di bilancio tra i 5 e i 6 milioni, che porterà le perdite totali in tre anni a 42 milioni.


Durissimo il Sindacato di base multicategoriale, che è stato il primo a rendere nota la situazione di Arcese: «Se non denunciavamo la vicenda tutto sarebbe passato in sordina. Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto nascosti 250 licenziamenti». Il consigliere provinciale della Lega Nord  Claudio Civettini, dal canto suo, chiede alla giunta provinciale cosa intenda fare e polemizza sul leaseback Arcese.

Purtroppo c'è poco da commentare! Qualche giorno di "bufera" e poi tutto tornerà nella "normalità" (e noi continueremo a pagare le tasse senza sapere se i contributi provinciali saranno destinati realmente a salvare posti di lavoro)

Con tutti i camionare e grosse ditte di trasporto che abbiamo in Trentino,trovo avvilente che dopo due giorni di articoli,non ci sia neanche un commento... si vede che x certe persone l'acqua la ga ancora da tocar el cul...cordialità

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Battisti C. :

@ Romano..allora se siete così convinti che vi costiamo troppo ecc..ecc..a Roma non avrete certo...

16-05-2012 20:58
dani :

Santi subito!! Esercito di pace: i vertici sono militari eccome, non son mica diventati le dame...

16-05-2012 20:57
@gigi e rosario :

io sono trentino DOC, vivo dove l'orso passa un giorno sì e uno no -alle pendici del Brenta,...

16-05-2012 20:50
corvo rosso :

la solita "pagliacciata " per avere visibilità ....

16-05-2012 20:40
Francesco - Riva del Garda :

Mi compiaccio perché ho avuto molti più chiarimenti sulla questione leggendo i commenti che l'...

16-05-2012 20:32
 

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