TRENTO - Da dieci giorni la cardiochirurgia del S. Chiara è praticamente bloccata. A causa della carenza di posti nel reparto di rianimazione gli specialisti possono garantire solamente le emergenze, ossia gli interventi non rimandabili. «Difficile - dice il primario Angelo Graffigna - anche riuscire a soddisfare le emergenze, ossia gli interventi da effettuare entro 12-24 ore». Proprio per evitare di dover trasferire dei pazienti fuori provincia Graffigna e la sua equipe hanno trascorso la notte tra venerdì e sabato in sala operatoria per salvare un paziente reduce da infarto con disfunzione valvolare. «L'alternativa - spiega - era caricarlo su un elicottero e farlo operare altrove. Dopo 15 anni di lavoro qui, però, questo sarebbe un fallimento e cercherò di fare di tutto, operando di notte e nei week end, perché questo non avvenga. È evidente che non so per quanto questo sarà ancora possibile, in quanto comunque prima di tutto deve venire la sicurezza dei pazienti».
Il blocco degli interventi ha comportato un inevitabile quanto preoccupante allungamento della lista d'attesa. Sono ben 160 i pazienti che aspettano di essere operati al cuore al S. Chiara, il doppio rispetto al 2009.
Ora Graffigna attende con ansia l'apertura del nuovo reparto con dieci nuovi posti (6 di terapia intensiva e 4 di semintensiva) ma la notizia che entro due settimane tutto dovrebbe essere pronto è stata offuscata da un'altra. La rianimazione, in affanno da anni, ha bisogno di lavori. Appena operativi i nuovi posti di cardiochirurgia, quindi, non saranno immediatamente utilizzati da pazienti ammalati di cuore e non ci sarà un immediato incremento dell'attività operatoria in quanto metà dei posti della rianimazione saranno chiusi per un mese per consentire i lavori e i pazienti saranno momentaneamente spostati in quelli nuovi della cardiochirurgia. Il risultato è che i malati di cuore dovranno attendere tempi migliori e per almeno i prossimi due mesi non ci sarà possibilità di tagliare la lista d'attesa.
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4 commenti
l'assessore Rossi ? "ha tor zo pomi"
Allora... contate i dirigenti in Azienda Sanitaria, valutate una volta tanto, se il loro numero e l'ammontare del loro stipendio ha un senso, poi capirete dove è lo spreco. Ecco trovati i soldi per i reparti. Ma cane non mangia cane e credo ne vedrò sempre di stupidaggini istituite.
Mi spiace tanto ma prima di parlare e scrivere "articoli" bisognerebbe sentire tutte le campane.. l'intelligenza e il buon senso latitano..
speriamo che la situazione si ristabilisca i dottori sono si prima qualità rimane il problema dei posti di emergenza, non sarebbe difficile ricorrere all'esercito per farsi imprestare ospedali da campo per mettere i pazienti in emergenza alla fine la situazione si ristabilirà spazio entro l'ospedale ne abbiamo basta sloggiare le macchine, abbiamo fiducia nei nostri medici.