TRENTO - Stavolta ci ha voluto mettere anche il punto esclamativo la Bitumcalor. Altro che inutili rischi, altro che disattenzioni come contro Castelletto. Ieri alla squadra di Buscaglia sono bastati una trentina di minuti per schiantare la pratica contro gli «Angels» di Santarcangelo. Solidi, determinati e perfettamente orchestrati da capitan Toto Forray e dal «gladiatore» Marco Pazzi, gli aquilotti hanno marciato sicuri verso la vittoria, senza sbavature, senza cali.
Per carità, era una gara da vincere, si trattava di un testacoda della Division. Ma vincere in questo modo, così autorevole e convincente, non era poi così scontato. Un po' perché i romagnoli erano reduci da importanti successi, un po' perché era la prima gara che i trentini dovevano affrontare con un Santarossa acciaccato. Eppure i trentini hanno risposto alla grande, soprattutto grazie ad un terzo quarto devastante per forza e intensità, che ha di fatto spento tutte le speranze avversarie.
La Bitumcalor, però, inizia col freno a mano tirato. È Santarcangelo a «fare» la partita grazie all'intensità messa in campo dall'ex di turno Rivali e ad una gran difesa, in particolare sotto canestro dove i due giganti Ancelotti e Broglia fanno la voce grossa. I bianconeri si affidano per lo più alle giocate di Pazzi. Un po' poco per aver ragione degli ospiti che al 5' conducono per 9 a 6. Buscaglia richiama in panchina Negri e un acciaccato Santarossa. Dentro Pascolo e Conte. I due danno più vivacità e soprattutto punti. La tripla di Conte sigla infatti il pareggio a quota 11, che poi Pascolo trasforma nel +3 che chiude il primo quarto (14-11). Il ritmo sale. Contropiedi e velocità da ambo le parti. Alla schiacciata di Negri rispondono Broglia e Rivali. Si procede punto a punto. Con la Bitumcalor a quintetto «piccolo» con i soli Pascolo e Medizza a fare a «sportellate» da sotto. Una soluzione forzata viste precarie condizioni di Santarossa, ma piuttosto rischiosa contro i centimetri di Ancelotti.
Infatti dopo un breve allungo aquilotto il tabellone torna sul 20 pari. È il momento di rientrare per Pazzi. Al lungo bianconero bastano pochi istanti per lanciare il primo vero break del match: bomba di Conte, canestro di Pascolo da sotto e altro mattoncino in sospensione di Fiorito. Risultato? Secco 8-0 che vale il 28-20. Gli Angels reagiscono riportandosi a -2 di prepotenza, ma altre due triple di Conte e Fiorito rimettono le cose a posto sul 34-26 che chiude il primo tempo.
Al rientro in campo arriva anche il +10 con capitan Forray (molto ordinato e attento anche ieri). Nel frattempo l'attacco ospite non riesce a penetrare come prima contro l'ottima zona aquilotta. Sul 40-30 coach Bernardi procede con la lezione ai suoi.
L'indicazione è per la zona. Un invito a nozze per i frombolieri bianconeri che si scatenano dalla lunga distanza (con il chirurgico Spanghero) e dalla media (con l'immarcabile ed educatissima mano di Pazzi). Risultato? Altro break pesantissimo per il 47-33. Un divario non certo incolmabile, ma di certo significativo in una partita dal punteggio basso. Soprattutto poi se un riferimento ospite come Bonaiuti si fa male ed è costretto ad uscire. Una tegola in più per gli Angels che subiscono le incursioni «indemoniate» dei trentini fino al perentorio 55-37 firmato da Pazzi. La Bitumcalor ha la partita in mano, anche perché la difesa continua a mordere come non mai su ogni pallone.
Si entra nell'ultimo periodo sul 61-46. Ma Buscaglia continua a dare indicazioni e a sbracciarsi senza sosta per tenere in tensione i suoi. Il ricordo del match di Castelletto è ancora vivo e i bianconeri non vogliono rischiare. E difatti non rischiano. Approccio sempre concentrato e determinato e in un amen arriva il 71-49 targato ancora una volta Pazzi che proietta all'82-66 finale.



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