RIVA - I fatti di questo processo, che ieri ha vissuto l'atto di secondo grado a Trento, risalgono a maggio del 2010. L'uomo viene fermato alla stazione delle corriere di viale Trento per un normale controllo. Con sé ha una borsa da computer portatile insolitamente gonfia e, alla vista degli agenti, il suo stato di agitazione desta l'interesse dei poliziotti. Risultato: le forze dell'ordine gli fanno aprire la borsa e il pc, che quando si è acceso ha intonato alcune melodie liturgiche. Il che ha permesso di capire senza difficoltà da dove arrivava quel personal computer. Qualche giorno prima, dagli uffici della parrocchia, erano spariti un pc e le offerte dei fedeli (675 euro in contanti). Quel giorno Clemenza, dopo essere stato accompagnato in commissariato, avrebbe ammesso le proprie responsabilità. A suo tempo scattò persino l'arresto. In primo grado, davanti al gup Riccardo Dies, Mirko Clemenza deve incassare una condanna a nove mesi di reclusione. Ridotti ieri ad otto dopo il ricorso in appello presentato dal suo difensore.



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Clemenza di nome e di fatto, da nove a otto mesi.