C'è un ricercatore trentino nella lista delle «50 persone che stanno cambiando il mondo». Cesare Furlanello, 50 anni, responsabile in Fbk dell'unità di ricerca Mpba («Modelli predittivi per la biomedicina e l'ambiente») è alla posizione numero 42 dell'elenco dei cervelli mondiali, stilato dal Daily Wired (della rivista di tecnologia Wired). «Scienziati, imprenditori, attivisti. Hanno tutti una caratteristica: contribuiscono a riscrivere il presente, con le loro idee» si legge nell'articolo. Furlanello si trova in ottima compagnia. Nella lista ci sono i «mostri» della Silicon Valley, gli attivisti per i diritti umani, come Chen Guangcheng in Cina o Srdja Popovic (Serbia), personaggi come Fabiola Gianotti, che al Cern insegue il bosone di Higgs, e il «numero uno» italiano, Carlo Ratti, architetto e ingegnere torinese, classe 1971, che dirige il SENSEable City Laboratory del MIT di Boston. Cesare Furlanello, laureato in matematica all'Università di Padova (tesi in geometria algebrica), dal 1987 lavora nel settore dell'apprendimento automatico.
«Venni a lavorare all'Irst con un gruppo di giovani ricercatori».
E adesso guida l'unità di ricerca Predictive models for biomedicine & environment. Che impressione le fa vedere il suo nome su Wired?
«Credo che sia stato premiato il lavoro che facciamo come gruppo: si tratta di una squadra di matematici, ingegneri e informatici».
È stato collocato al quarantaduesimo posto. Non male...
«Mi fa molto piacere, anche se molti colleghi mi prendono in giro».
Perché?
«Perché 42 è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto nella Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams».
Citazioni troppo dotte. Ora faccia conto di parlare con un bambino di 10 anni e ci spieghi che cosa fa nella sua unità di ricerca.
«Siamo nell'ambito della bioinformatica. Lavoriamo sui dati per costruire modelli: algoritmi che possano essere usati per analizzare e predire. In particolare collaboriamo con biologi e medici. Ci concentriamo sul rischio ambientale e l'epidemiologia. L'idea è di collegare le variabili ambientali e i sistemi biologici con i rischi per la salute».
Ci siamo quasi... Ci faccia qualche esempio.
«Dal luglio 2011 con l'Azienda provinciale per i servizi sanitari lavoriamo a CancerAtlas, un progetto per studiare la distribuzione dei casi di tumore, cercando di arrivare a stime precise dell'incidenza dei casi fino alla scala comunale. In precedenza abbiamo costruito sistemi per raccogliere dati e stimare il rischio di incidenti stradali, anche faunistici. Con metodi simili, per la protezione civile avevamo studiato la presenza delle bombe inesplose. Oggi, prima di aprire un cantiere e quindi scavare, si consulta la nostra mappa sulle zone a rischio».
Come bioinformatici lavorate anche nel settore dei «farmaci su misura», la medicina individualizzata?
«Sì. Proprio pochi giorni fa è stato rinnovato l'accordo di collaborazione con la Food and Drug Administration, l'agenzia federale americana. Siamo partner nel progetto internazionale Seqc (Sequencing quality control) in cui dovremo analizzare una vera montagna di dati».
Lei in Trentino promuove Web Valley, dedicato ai ragazzi che hanno ultimato il quarto anno di scuola superiore.
«Web Valley è un momento molto interessante. Viene coinvolta una ventina di ragazzi e ragazze: studenti con un ottimo rendimento scolastico, segnalati dalle scuole di appartenenza. Vengono da Trento, Bolzano, ma anche dal resto d'Italia e dagli Usa. Tre settimane di "investimento" da parte di Fbk. Stiamo raccogliendo fondi per l'edizione 2012».
Giovani geni, futuri scienziati?
«Ci sono enormi potenzialità. È l'occasione per lavorare su progetti concreti. Il lavoro fatto nell'edizione 2011, con la partecipazione del direttore del Museo di scienze naturali Michele Lanzinger, si dovrebbe vedere nel nuovo museo della scienza, il Muse».
Lei è figlio del noto cardiologo Francesco Furlanello. Suo padre avrebbe voluto che studiasse medicina?
«Sicuramente gli avrebbe fatto piacere, ma quando gli dissi che volevo studiare matematica non si oppose. Ho sempre avuto passione per la matematica e poi ho sempre pensato che la mia strada avrei dovuto costruirmela da solo. Di fatto oggi mi occupo anche di medicina. Evidentemente l'aria che si respira in famiglia ci lega al nostro destino. E ne sono contento».



5 commenti
Bravissimo: questo dobbiamo dire !!! Non capisco perché dobbiamo ironizzare o ridurre i meriti di una persona che si fa un cu... così per migliorare la qualità di vita di tutti noi !!!
Citazioni troppo dotte. Amici... si chiama ironia.
@cicciociccio eheheh è la stessa che ho pensato io!!! Forse troppo dotta per il "trentino medio"! Comunque complimenti!!!
Siamo una società un po' strana in cui si cerca perfino di personalizzare i meriti. Sicuramente Furlanello è bravo, ma i risultati del suo lavoro derivano da una serie di collaborazioni e dal lavoro d'equipe. Ricordiamoci che "nessun uomo è un'isola" (cit. dotta).
PS: Adams si starà sbellicando dalle risate a pensare che la citazione di un suo libro viene definita "dotta"
"Citazioni troppo dotte."
Oh mamma mia e "guida galattica per autostoppisti" sarebbe una citazione troppo dotta?!