Benvenute nuove idee e nuove risorse per tutelare le piramidi di Segonzano, che stanno progressivamente scomparendo e che attualmente nessuno più controlla dal punto di vista geologico. «Il comune di Segonzano - dice il sindaco Giorgio Mattevi - al momento non ha finanze sufficienti per avviare monitoraggi o per preservare le piramidi dagli effetti dell'inevitabile erosione, anche se sarebbe importantissimo per il nostro territorio trovare il modo di mantenere questo patrimonio naturale e turistico».
La modifica del profilo delle colonne di questo particolare lavoro della natura, unico al mondo, è evidente agli occhi di chi può andare indietro con la memoria ad appena venticinque, trenta anni fa. Le piramidi più piccole sono scomparse, soffocate dalla vegetazione, alcune fra le più grandi hanno perso il loro caratteristico masso-cappello, molte si sono ridotte in dimensione.
«Grossi danni li hanno fatti l'alluvione del 1966 e il terremoto del 1976 - spiega il sindaco Mattevi - ma è anche colpa delle piogge», che sono nel contempo causa di vita e di morte delle piramidi. «In trent'anni - prosegue Mattevi - le due piramidi gemelle si sono consumate e la pala si è visibilmente ridotta di un 30%». Il destino, salvo interventi di protezione - al momento alquanto impensabili - è segnato. Come spiega infatti la recentissima e molto curata pubblicazione edita dal comune di Segonzano, «Le piramidi di Terra», queste colonne sormontate da grandi massi della Val di Cembra, risultato del disfacimento di morene (formate da porfidi, graniti, gneiss, etc.), faranno probabilmente la fine di quelle dell'Altopiano del Renon, ad ovest dell'Osteria dei Tre Sentieri, che erano visibili fino a agli anni '40 del secolo scorso e già negli anni settanta si erano ridotte «a qualche moncone informe».
Lo scorso anno hanno visitato le piramidi di Segonzano circa 25 mila persone. Il Comune, assieme al Servizio conservazione della natura della Provincia si occupa di mantenere attivo il sito turistico sorto attorno ai tre gruppi di piramidi che s'incontrano salendo sulla strada provinciale che collega Lases a Segonzano. I costi di gestione vengono coperti dal ticket d'ingresso (3 euro il prezzo pieno) richiesto in alta stagione a chi sale i sentieri fra le 9 e le 18, ogni giorno. Nel 2011, sono stati 10 mila i biglietti staccati. In inverno il sito è chiuso, ma chi desidera si può comunque avventurare, a suo rischio e pericolo, lungo i sentieri attrezzati che salgono nel bosco, per vedere dall'alto lo spettacolo, magari innevato come in questi giorni.
La riapertura ufficiale al pubblico è prevista per il 25 aprile prossimo, in concomitanza con l'inaugurazione di un nuovo sentiero e della nuova passerella di collegamento al secondo gruppo di piramidi che il Comune sta pianificando in queste settimane.



9 commenti
giusto willi! Ma non illuderti. Siamo cenere e in cenere ritorneremo(il più tardi possibile). Hai tempo di prendere antibiotici o di farti (non Tu!) la plastica facciale....
Ricordo un articolo di diversi anni fa (una decina?) scritto dal dott. F.Borzaga. Già allora il professore denunciava un grave disinteresse Pubblico per le piramidi, un luogo magico, mitologico, unico in Trentino Alto Adige. Grazie in ritardo, indimenticato Professore.
@Ago
Bravo Ago, anche tu sei "natura", e allora smetti di prendere antibiotici e tutto il resto, così anche di te si potrà dire "nulla si crea e nulla si distrugge".
L'incuria decennale del sito è anche frutto del disinteresse della Provincia. Certo la Valle non è blasonata, quindi... Tempo fa un geologo professore dell'università di Padova(ha scritto sulle piramidi un bel capitolo nel libro "ADIGE") mi parlava del degrado delle piramidi e proponeva delle idee precise. Chiedere lumi no eh!
E' vero che le piramidi sono destinate al crollo prima o poi, ma è anche vero che i fenomeni di erosione circostanti che potrebbero mettere in pericolo le strutture di terra possono essere controllati e rallentati. Abbiamo un fenomeno unico al mondo nel suo genere e per dimensioni, è criminale che sia così trascurato. Si buttano montagne di soldi per rotatorie inutili e mega impianti sciistici, per tutelare invece una autentica meraviglia naturalistica non ci sono quattrini? Vergogna
Facciamogli sopra una grande piramide di vetro come quella progettata da Jeoh Ming Pei per il Louvre di Parigi.
... dai che le ricopriamo di cemento e sotto facciamo un trullo.... saluti
E' la natura signori!!
Non sono mica di plastica!
Così come sono arrivate, le piramidi se ne andranno.
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma scriveva Antoine Lavoiser nel 1700.
NOOOOOOOOOOOOOOO
bisogna subito intervenire con una montagna di soldi pubblici per salvarle in modo da garantire ... l'indotto !!!