Aveva sedici anni. Era il dicembre del 1958 e se ne stava a Canazei. Allora, neppure se gliel'avessero detto, avrebbe creduto che un giorno avrebbe definito monotono il posto fisso, o che il settimanale più noto del mondo si sarebbe chiesto se riuscirà a salvare l'Europa.
Mario Monti, cinquantatre anni fa si esercitava da reporter, e sul giornale del suo liceo, il Leone XIII di Milano - dei Gesuiti, dove si sarebbe diplomato tre anni dopo - aveva raccontato ai compagni-lettori della gita sulla neve in val di Fassa.
« Venerdì 26 dicembre 1958, ore 11.45: partenza. Generale buonumore, come sempre nelle comitive del Leone. Dopo tre ore e mezzo, arriviamo a Trento », è l'incipit del cimelio, scovato da Claudio Berneri di Affari Italiani, e riproposto ieri dal Giornale. Il tutto grazie ad un compagno di scuola del premier, Gabriele Albertini, che conservava una copia del giornalino gesuita, «Giovinezza Nostra».
« La seconda parte del viaggio, da Trento a Canazei, in pullman, passa senza che ce ne accorgiamo. Con gioia, avvicinandosi a Canazei, notiamo che, contrariamente agli anni scorsi, la neve è abbondante ».
Il giovane Monti, dimostra già quell'ironia sottile che poi lo contraddisitinguerà anche da «nonno gentiluomo», come lo eticchetterà mezzo secolo dopo il Time: « Mattina sulle piste, con vistite di omaggio ad alberi (immancabilmente si sceglie il più duro) ». Ed infine, clamorose concessioni dei padri: alcol e fumo: «Un bicchierino di cognac o di grappa a -22° è più che lecito. E alla sera di San Silvestro, eccezionale permesso di padre Bonvicini: anche i ragazzi del Ginnasio possono fumare».



2 commenti
gesuiti.... ci avrei giurato.
A quando i primi eccezionali disegnini da bambino prodigio dell'asilo??!!