VALLAGARINA - I segni dei morsi erano quelli di un grosso canide, e così le impronte, nette, nella neve: questi gli indizi su cui martedì scorso si sono trovati a lavorare gli esperti dell'ufficio distrettuale Forestale di Rovereto, chiamati a capire cosa fosse successo in un'azienda agricola vicino ad Ala, dove sei caprette erano state aggredite e due di loro sbranate. Qualche giorno fa una fototrappola nel territorio comunale di Bosco Chiesanuova, sui Lessini, ha catturato le immagini di un lupo, a cui sono state attribuite due distinte aggressioni contro delle capre, un paio la vigilia di Natale ed un altro paio a fine gennaio. Questi due fatti, insieme, portano ad una pista che, per ora, deve ancora essere comprovata ma che confermerebbe quello su cui ora molti concordano: anni di protezionismo hanno dato i loro frutti e gli animali si sentono più sicuri. Il lupo, in particolare, che è un essere guardingo e molto timido, starebbe perlustrando il territorio cercando nuovi spazi di espansione.
La prudenza è d'obbligo e, ci tiene a precisarlo Giorgio Zattoni, comandante del distretto forestale di Rovereto, «non ci sono elementi per provare che si tratti del lupo», anzi, «è probabile che si tratti di un cane di grossa taglia, però finché non ci saranno conferme o smentite non si può certo escludere che il lupo della Lessinia sia sceso in valle, per poi tornare in quota».
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4 commenti
Fermiamo il lupo italiano che viene in Trentino solo per i contributi della Provincia!!!
Cos'ì sfuggente da non riuscire mai a vederlo in 2 anni di appostamenti, pro tesi di laurea, nelle foreste del casentino...
Lessino Ululì, Lupo Ululà
Finalmente!!!!