«Prima o poi, la Valle di Daone tornerà ad ospitare gare internazionali di arrampicata sul ghiaccio. Non so dire se in un futuro prossimo o fra qualche anno, ma posso affermare che la storia dell'Ice Master riprenderà». Ad affermarlo è il sindaco di Daone Ugo Pellizzari , che spiega come sia ancora viva in paese, e non solo, la commozione derivante dai tragici eventi del 3 gennaio 2011. Quel giorno l'assessore comunale Dario Corradi perse la vita a causa di un fatale incidente avvenuto proprio durante i preparativi della prova di Coppa del Mondo che avrebbe dovuto disputarsi il 15 e il 16 gennaio dello scorso anno. Come logica conseguenza di quanto accaduto, il comitato organizzatore presieduto da Romolo Ghezzi aveva deciso di annullare l'evento in segno di lutto.
Il filo che lega la porta meridionale del Parco naturale Adamello Brenta all'arrampicata sul ghiaccio parte dall'ormai lontano 1989, quando un gruppo di volontari locali, affiancato da altri «cascatisti» veronesi e lombardi, decise di valorizzare le circa 140 cascate della valle che in inverno si trasformano in muri da prendere d'assalto con piccozze e ramponi. Nacque così il meeting «Pareti di cristallo», un'iniziativa del tutto nuova, che riscosse notevole successo coinvolgendo arrampicatori provenienti da sei nazioni europee ma che vide la disputa di una sola edizione, complici le innumerevoli difficoltà organizzative. Dopo un decennio trascorso all'insegna del «dai che ci riproviamo», con l'arrivo del nuovo millennio a Daone si fece largo l'idea del grande evento internazionale, ovvero l'organizzazione dell'unica tappa italiana della Coppa del Mondo della specialità.
Dopo diverse edizioni della gara di Coppa e i mondiali boulder 2005 ospitati dalla parete temporanea di Pracul, nel 2009 venne realizzata poco distante, precisamente in località Nimes, una nuova palestra permanente per l'arrampicata sia estiva che invernale. Per il finanziamento di questa struttura intervenne anche la Provincia con 313 mila euro di contributo, che coprì quasi l'80 per cento dei 402 mila euro investiti. L'arrampicata divenne così uno dei principali punti di forza di questo angolo di Trentino, capace di attirare qui migliaia di persone tra atleti ed appassionati, con la Valle di Daone che si era guadagnata l'appellativo di «Piccolo Canada» proprio per la ricchezza di pareti ghiacciate.
Infine il tragico evento di tredici mesi fa che scosse enormemente il Comitato organizzatore e l'intera Valle del Chiese, che ora si chiede se sarà possibile aggiungere nuove pagine alla storia dell'arrampicata su ghiacco a Daone. «La manifestazione dava un'ottima immagine sia della nostra Valle che del Trentino intero spiega il sindaco Pellizzari quindi c'è l'intenzione di riprendere in mano il discorso. Per il momento a farla da padrone è ancora lo sconcerto per quanto accaduto un anno fa, ma con la dovuta calma stiamo prendendo i contatti per riavviare la macchina organizzativa, anche se non sarà certo semplice. Ma qualcosa bisogna fare, sia alla luce degli investimenti profusi negli anni scorsi sia per onorare al meglio la memoria di Corradi, uno dei più attivi del Comitato».



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prima di dichiarare che l'ice master tornerà in valle di daone, il sindaco ugo pellizzari si dia da fare per terminale l'opera "incompiuta". ad un anno di distanza dalla "dichiarazione di fine lavori" l'area in questione risulta essere ancora un cantiere.
prima di dichiarare che l'ice master tornerà in valle di daone, il sindaco ugo pellizzari, si dia da fare per terminare i lavori dell'opera "incompiuta" che ad un anno di distanza dalla dichiarazione di fine lavori l'area in questione risulta essere ancora un cantiere.
prima di dichiarare che l'ais naster tornerà in valle di daone, il sindaco ugo pellizzari, si dia da fare per terminare l'opera "incompiuta" che ad un anno dalla dichiarazione di fine lavori l'area in questione risulta essere ancora un cantiere.