«Un quadro sostanzialmente positivo, per quanto riguarda la situazione dei nostri boschi, sia dal punto di vista dell'equilibrio ecologico che dei ritorni economici della gestione». È la valutazione generale di Bruno Crosignani , direttore dall'anno scorso dell'Ufficio distrettuale forestale di Cavalese, al termine delle sessioni forestali di Fiemme e Fassa, concluse il 2 febbraio con l'ultima riunione presso la Magnifica comunità di Fiemme.
«Nel 2011 - precisa Crosignani - l'Ufficio distrettuale ha effettuato 179 assegnazioni di lotti boschivi ad enti a privati delle due valli per oltre 55.000 metri cubi lordi, corrispondenti a circa 40.000 metri cubi di legname. Di questi, il 18% ha riguardato tagli forzosi, vale a dire schianti o piante colpite dal bostrico. La media dell'ultimo decennio è pari al 40%,quindi il 2011, da questo punto di vista, può considerarsi un anno favorevole. Vanno naturalmente aggiunti i 41.000 metri cubi lordi tagliati dalla Magnifica, che gestisce i boschi di proprietà con un proprio ufficio tecnico. Importante la raccolta della legna da ardere: nel 2011 sono state consegnate dai custodi forestali ai censiti ben 2.500 parti di legna, per una massa complessiva di 20.000 metri steri, pari a circa 55.000 quintali.
Da considerare inoltre il discorso del cippato, prodotto mediante l'uso delle teleferiche e dei processori e che è diventato una voce importante nell'economica forestale. L'anno scorso nei boschi della Magnifica (l'ente fiemmese da anni ha in dotazione un proprio cippatore, ndr ) ne sono stati prodotti circa 19.000 metri cubi e oltre 3.000 nei boschi comunali, dove tale utilizzo si sta diffondendo. Altra risorsa del bosco riguarda la produzione di funghi, con ricadute economiche legate soprattutto al turismo, più contenute in Fassa (24.000 euro), più sensibili in Fiemme (dai 150.000 ai 250.000 euro negli ultimi anni)».



0 commenti