TRENTO -
Nel 2011 le famiglie trentine, in controtendenza con il resto d'Italia, hanno aumentato le richieste di prestiti al consumo e personali del 4,8%. Ma le banche e le finanziarie hanno risposto diminuendo le erogazioni dello 0,5%. Lo sostiene la società di informazioni creditizie Crif. A livello nazionale la richiesta di prestiti personali da parte delle famiglie è calata del 3,7% e il credito accordato è sceso del 2%.



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Il Crif ha segnalato che rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, a gennaio 2012 le famiglie italiane hanno richiesto circa il 13% in meno di prestiti personali e il 17% in meno di prestiti finalizzati. Questi dati sono ancora più preoccupanti, per un verso, se si pensa che la media degli importi dei prestiti finalizzati è scesa rispetto a gennaio 2011. Tale dato fa riflettere sul calo delle possibilità di investimento delle famiglie italiane.
Le famiglie cominciano a pensare che è meglio rivolgersi ai privati e così anche le piccole imprese.I vantaggi sono da entrambe le parti: chi presta può avere qualcosa in più che dalle banche(ormai i tassi a credito sono a zero) e chi riceve (sempre che sia affidabile)ha liquidità senza dover garantire 10 volte tanto e chiedere la "carità" ai banchieri.
Le famiglie cominciano a pensare che è meglio rivolgersi ai privati e così anche le piccole imprese.I vantaggi sono da entrambe le parti: chi presta può avere qualcosa in più che dalle banche(ormai i tassi a credito sono a zero) e chi riceve (sempre che sia affidabile)ha liquidità senza dover garantire 10 volte tanto e chiedere la "carità" ai banchieri.
Le famiglie cominciano a pensare che invece di chiedere soldi alle banche è meglio chiederli ai privati. E anche le piccole imprese cominciano a pensarla così. Tanto per quello che si riceve a depositare in banca si fà presto ad avere convenienza a prestarli a chi ne ha bisogno che impegnandosi col suo garantisce comunque la restituzione.