Non c'è purtroppo nulla di nuovo nella denuncia di Sabrina e Andrea Tabarelli, genitori della piccola Beatrice, che in una lettera pubblicata ieri dal nostro giornale hanno criticato le gravi carenze strutturali della neuropsichiatria infantile del S. Chiara. In questa unità operativa, apprezzato per la sensibilità e la competenza di chi vi lavora, il tempo sembra essersi fermato.
Già sette anni fa il reparto era stato al centro delle polemiche. La denuncia della situazione da parte del primario Costanza Giannelli non aveva fatto cambiare nulla sul piano degli spazi ma aveva innescato un procedimento disciplinare a carico della professionista finito con l'«assoluzione» da parte del difensore civico.
Ieri l'ennesimo sfogo dei genitori dei pazienti. Flor, ammette che gli spazi sono risicati in tutto il S. Chiara ma garantisce a breve nuovi ambulatori. Il problema è che il ritardo di anni con cui il problema è stato affrontato non ha fatto altro che aumentare i malumori e i disagi.
Chiunque frequenti il S. Chiara ha potuto verificare i tanti lavori di ristrutturazione. Sono stati più i reparti ammodernati o costruiti ex novo che quelli dove non sono stati effettuati interventi. Il padiglione della pediatria è tra questi. Nello stretto corridoio della neuropsichiatria infantile le carrozzine passano a malapena. Non esiste una sala d'aspetto. Ci sono solo alcune sedie lungo il corridoio e se qualcuno deve passare con la sedia a rotelle come spesso accade chi è seduto devo spostare le gambe di lato. Il bagno non è adatto ai portatori di handicap e gli studi medici sono tre, di cui uno piccolissimo, per quattro medici. Per questo a volte capita che i colloqui debbano essere fatti sul corridoio. La riorganizzazione della neuropsichiatria è avvenuta sulla carta, quando, dopo che la Provincia aveva assegnato all'Azienda un obiettivo nel 2008, si è arrivati alla divisione della neuropsichiatria ospedaliera da quella del territorio. Per questo nei mesi scorsi a capo della neuropsichiatria del territorio è stato nominato un nuovo reparto. Alla dottoressa Giannelli è rimasto il reparto ospedaliero che però nella pratica ancora non funziona a regime. «Mancano risorse, spazi e personale», conferma il primario. I posti letto servirebbero per la cura degli epilettici, di bambini che subiscono traumi cranici e degli psicotici. Attualmente questi pazienti vengono ricoverati in quelli che sono definiti «letti tecnici» nel reparto di pediatria.
«Certamente non c'è reparto in ospedale che si presenti in modo così vergognoso nei confronti degli utenti (con bisogni specialissimi) e degli stessi sanitari - dice il neonatologo Dino Pedrotti - . Certamente la tanto vantata Joint Commission non lo ha visitato prima di promuovere in toto l'ospedale. Questa situazione esiste fin dal trasferimento dell'Ospedale Infantile al S. Chiara (1991) ed è amaro frutto di incomprensioni tra primario di neuropsichiatria infantile e amministrazione di allora. Ma l'Azienda sanitaria da oltre 15 anni non ha mai affrontato il problema».



8 commenti
difficile commentare una realtà poco conosciuta,ma conoscendo i genitori e da genitore, mi sento di esprimere solidarietà ai bambini e alle famiglie che affrontano frequentemente i disagi degli ospedali,nella consapevolezza che con un po' più di considerazione delle problematiche e dei bambini stessi, con interventi significativi alle strutture, si renderebbe più semplice, più "vivibile", più umana, la condizione del piccolo ammalato.
carla
in genere le persone non pensano che i bambini sono gli adulti di domani e credono che solo perchè sono piccoli hanno bisogno solo della mamma e del latte.
è una storia incredibile! ottimo articolo, da far leggere ai politici e agli amministratori dell'ospedale; si vergognassero!grazie patrizia!
Grazie Patrizia Todesco. Proprio di diritti dei bambini si deve parlare e che i politici si leggessero la Carta dei Diritti del Bambino...Spero solo che il discorso continui
Hai ragione, il bambino è sempre poco considerato, questo è un grosso sbaglio, anche loro possono avere problemi neurologici, non solo gli adulti, ed a volte anche gravi, purtroppo. E' giusto che si pensi al più presto ad una dignitosa sistemazione, speriamo che la tua lettera faccia smuovere qualcosa dall'alto.
C'è poco da commentare!L'articolo dice tutto.Speriamo provvedano al più presto a rimediare alle gravi carenze del reparto. Forza dott.Flor!
Già, bella domanda, me lo chiedo anch'io. Maltrattano un cane e ci sono cento commenti. Non rispettano i diritti dei bambini e nessuno parla.
stavo controllando quanti commentano questo articolo... nessuno, tutto ciò non fa notizia e il bambino malato è sempre poco considerato rispetto all'adulto. PERCHE'?