Pietracci: «Un passo indietro»

ELEZIONI_E_4458663.jpgÈ ormai probabile che gli elettori trentini vengano chiamati al voto referendario sulla richiesta di abrogazione della Legge istitutiva le Comunità di Valle del Trentino. L'iniziativa leghista di raccogliere le firme necessarie per indire il referendum abrogativo ha dato il via ad una discussione sul tema, troppe volte però superficiale e urlata. 

Occorre ragionare invece con pacatezza per cercare di enucleare elementi di criticità e possibili vie d'uscita. La riforma non è partita bene. Troppi veti incrociati, troppi aggiustamenti dell'ultima ora, troppe promesse, troppe scelte contraddittorie che hanno fortemente condizionato la fase di avvio. Tutto ciò ha generato confusione tra le competenze effettivamente cedute dalla Provincia al nuovo ente intermedio e, di conseguenza una sfiducia diffusa, magari per disinformazione, tra i cittadini e ancor prima tra gli amministratori comunali. Molti Sindaci faticano a rapportarsi positivamente con la propria Comunità, a volte per partito preso (o per campanilismi ancestrali) a volte perché effettivamente trovano ulteriori nuovi intoppi burocratici. Svariati piani si sovrappongono: i Comuni, la conferenza dei Sindaci, i BIM, l'Assemblea della Comunità di valle, la Giunta della Comunità, gli organismi provinciali, gli stessi Comuni limitrofi, con i quali spesso si condividono personale e priorità, ma con cui non si fa altro che litigare. Al contrario l'opinione pubblica trentina richiede alle istituzioni locali più efficienza e maggiore sobrietà, richiesta della quale la politica deve tenere conto oggi più di prima. La natura alpina del nostro territorio, ben diversa dalle vaste distese della pianura padana, è caratterizzata da centri medio - piccoli e piccolissimi tra l'asta dell'Adige e le valli montane. C'è dunque la necessità di reale razionalizzazione amministrativa per fornire servizi che solo un ambito più ampio può consentire: da qui l'esigenza di organizzare una dimensione intermedia «comunitaria» tra Provincia dai grandi poteri, e municipalità, spesso troppo piccole per rispondere adeguatamente - e a costi sopportabili-, alle esigenze dei cittadini, giustamente cresciute, negli ultimi decenni, anche nelle valli più periferiche: servizi sociali ed assistenziali, asili nido, scuole materne, edilizia abitativa, diritto allo studio, oculato utilizzo delle risorse ambientali.
Con le elezioni dirette dei Presidenti e delle Assemblee delle 16 nuove Comunità, un primo atto democratico - partecipativo è stato compiuto e anche la razionalizzazione degli organismi ha visto la riduzione di un terzo dei consiglieri delle nuove Assemblee delle Comunità.
Uno snellimento, al quale è auspicabile possano seguire altri «snellimenti e semplificazioni».
A tale proposito perché non assegnare le attribuzioni dei BIM proprio alle Comunità? Molti propongono di unificare i piccoli Comuni trentini; in effetti l'unione tra i Comuni sarebbe stata ed è la soluzione migliore specialmente in un tempo in cui le risorse scarseggiano. In passato si è tentato di sostenere i Comuni che volessero mettersi insieme. È completamente fallita questa ipotesi? Oppure è caduta solamente per volontà politica? L'esempio della Valle di Ledro che ha unificato tutti i municipi non può essere valutato come l'eccezione che conferma la regola, ma deve essere preso come manifesto possibile di un'ipotesi di cambiamento. La sinistra, in genere accusata di illuminismo dai più accesi assertori del ruolo fondamentale dei campanili, ha sempre creduto nell'unione tra i Comuni vista non come una perdita di identità o di sovranità, ma interpretata come una evoluzione necessaria del nostro sistema istituzionale, imprescindibile per progettare il futuro. Dopo un ventennale dibattito, si è scelta un'altra strada, quella di ripercorrere, con le dovute innovazioni, e tenendo conto dei fallimenti registrati nel passato, il disegno dei Comprensori. Nel bene e nel male questa è la riforma prodotta in Trentino e ora dunque non possiamo pensare di abolire le Comunità appena nate, come chiede Il referendum della Lega. Sarebbe una scorciatoia impraticabile e dannosa, qualora vincessero i sì ed è per questa ragione che le forze di maggioranza debbono elaborare, attraverso una diffusa consultazione con tutti i soggetti politici ed istituzionali, una strategia comune.
Credo infatti sia un grave errore viaggiare ciascuno in ordine sparso rinunciando ad offrire, a quei cittadini distratti, stufi o sfiduciati, che giudicano l'intera classe politica sempre più lontana dai veri bisogni della comunità, motivazioni valide ed argomenti utili sui quali riflettere e scegliere; così come ritengo personalmente sbagliato eludere i problemi ed invitare gli elettori a boicottare il referendum attraverso il non voto. Anche da questo punto di vista, ad una prima lettura, mi sembra utile la proposta lanciata dal Presidente Dellai per dar vita a quelli che definisce «stati generali», o comunque confronto generale sullo «stato dell'autonomia trentina». Si impone dunque a tutte le forze riformiste il dovere di raccogliere la sfida ed aprire un serio dibattito che, proprio a partire dalle Comunità, sappia offrire soluzioni nuove e riforme più vaste che riguardino l'intero assetto istituzionale del Trentino, rifuggendo, nel contempo, dalle orgogliose rivendicazioni di autonomia, nella consapevolezza che si salva l'Italia tutta o non si salva nessuno.
Alessandro Pietracci
È Segretario Provinciale del Psi

10 commenti

Basta con queste scelte sulla testa dei cittadini.
Riempirle di nuove competenze serve a poco.
Nessuno le vuole queste comunità di valle, sono nate morte.
Consorziamo i comuni e finiamola.

Ragionare con pacatezza; elaborare una strategia comune; confronto generale; aprire un serio dibattito... Che bello dr. Pietracci, una volta si diceva "dobbiamo metterci intorno a un tavolo e discutere" (oggi è rimasto solo il segr. CISL Bonanni a parlare così). Fatelo, lei e quelli come lei mettetevi intorno a un tavolo però fateci una seduta spiritica, che forse tornate a far rivivere la Prima repubblica, perché è quello che lei vorrebbe.

... dottor Pietracci, mentre lei "ragiona con pacatezza per cercare di enucleare elementi di criticità e possibili vie d'uscita"..... questo nostro Trentino stà affondando sotto il peso di una gestione clientelare ed un assistenzialismo (di parte) che non è più sostenibile; moralmente non lo è mai stato, ma oggi non lo è più nemmeno economicamente!

non è vero che non vi furono incontri pubblici per spiegare!!!
Io ebbi occasione di partecipare e ricordo benissimo il senso vero delle nuove CDV: dare autonomia sul posto con conseguenti responsabilità, spinti dalla necessità di razionalizzare e dai soldi che saranno sempre di meno.
Non si può far sempre finta di cader dall'albero...

Il problema non è il referendum indetto dalla Lega ma il fatto che le Comunità di Valle sono state vissute da molti (per non dire tutti - viste le percentuali ridicole di votanti) come un'imposizione dall'alto per piazzare i "non eletti".

Nessuno di quelli che hanno proposto le Comunità di Valle ha indetto una sola conferenza pubblica per spiegare cosa sono e quali sono i compiti. Tutt'ora non si conoscono i compiti.
La Lega ha intercettato un malcontento popolare evidente, tutto lì.

abolirle una volta per tutte. e basta. che abbiamo più amministratori che cittadini. vergogna.

PIETRACCI?????? quello di 40 anni fa?????????bastaaaaaa!!!!!

....PSI ???!!... Io ero un tesserato del partito, ma...non sapevo di avere ancora un segretario!!

- scagliarsi contro ogni referendum indetto da altri e poi, promuoverne uno;
- scagliarsi contro l'Autonomia trentina e poi preoccuparsi del benessere della sua cassa condannandone gli sprechi;
- danneggiare profondamente la nostra terra bloccando il rinnovo della concessione della A22 e, poi, presentarsi nelle piazze a raccogliere firme! E trovare pure 9000 persone che lo fanno !!!
I trentini i e' propri dei pori laori !!!!!!!

Ha ragione, Segretario, l'Italia si salva tutta o non si salva nessuno, e non saranno certo le Comunità di Valle a farlo. La riflessione che Lei sollecita è necessaria e a questo punto le strade, sono due: o la politica riesce in breve tempo a fornire soluzioni e ad evitare sprechi, oppure saranno i cittadini col referendum a decidere. Apprezzo molto il Suo responsabile invito ad andare a votare e spero che vorrà estenderlo e ripeterlo al suo elettorato e a tutta la popolazione trentina.

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Battisti C. :

@ Romano..allora se siete così convinti che vi costiamo troppo ecc..ecc..a Roma non avrete certo...

16-05-2012 20:58
dani :

Santi subito!! Esercito di pace: i vertici sono militari eccome, non son mica diventati le dame...

16-05-2012 20:57
@gigi e rosario :

io sono trentino DOC, vivo dove l'orso passa un giorno sì e uno no -alle pendici del Brenta,...

16-05-2012 20:50
corvo rosso :

la solita "pagliacciata " per avere visibilità ....

16-05-2012 20:40
Francesco - Riva del Garda :

Mi compiaccio perché ho avuto molti più chiarimenti sulla questione leggendo i commenti che l'...

16-05-2012 20:32
 

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