Ledro, lo spettacolo

del «Tuffo della Merla»

Ventiquattro i temerari che ieri, a mezzogiorno in punto, hanno voluto sfidare il lago di Ledro per il tradizionale "Tuffo della merla". Tre i gradi dell'acqua e quattro quelli dell'aria cui si sono sottoposti i fisici "normal-bestiali" dei 22 uomini e due donne (Fabia Torbol e Stefania Oradini); a fare da cornice alla singolare impresa, un cielo parzialmente coperto che, giusto per il tuffo, ha concesso qualche raggio di sole, e la spolverata di neve che nella giornata di sabato ha imbiancato il mondo.

 

A dare un po' di fastidio, una leggera brezza da nord-est, non proprio primaverile, e l'umidità dell'aria al 48%. Sessantasei gli anni del tuffatore più anziano, Fulvio Bertolotti e ventiquattro quelli del più giovane, Andrea De Guelmi. I momenti peggiori? Quello dell'entrata in acqua ovviamente. E all'uscita. Ma non tutti sono dello stesso parere. «L'impatto iniziale è davvero brutale» hanno commentato alcuni, «Solo dopo trenta secondi il corpo "registra" il gran freddo» replicano altri. E quando si esce? «Asciugarsi e rivestirsi in tutta fretta» osserva chi batte i denti. Ma c'è anche chi, come conferma Stefano Bin di Riva, «quando si esce ci si sente tonificati: si sta da dio». E se lo dicono loro, noi non smentiamo. O perlomeno, rimaniamo a guardare. Come la folta folla che ieri si è radunata sulla spiaggia di Pieve per seguire l'evento goliardico.

 

Ma com'è nata questa pazza idea? «Tutto è partito quattro anni fa - racconta Roberto Franceschini, veterano in questo tipo di imprese - quando, dopo il bagno di Capodanno a Riva, abbiamo pensato a qualcosa di simile anche per i "giorni della merla", i più freddi dell'anno. Quello di ieri è stato il mio quarto anno a Ledro, ed il mio quarto bagno invernale, dopo il tuffo nell'Adige a santo Stefano, nel lago di Caldonazzo per san Silvestro, e quello di Capodanno a Riva». A cimentarsi dalla singolare sfida po(po)lare, anche un modenese, Andrea Galli, che per l'occasione si è fiondato a Ledro, convinto dall'amico Fulvio. Fisico bestiale? «No, potrebbe farlo chiunque - dice -, ad incidere è il fattore psicologico: ero più teso mentre aspettavo di immergermi che non in acqua». Suonerà strano, ma sembra essere proprio così. Tanto più che non serve nessun tipo di preparazione atletica (anche se qualcuno ha ammesso di essersi fatto, prima del tuffo ledrense, qualche vasca in piscina, o la solita corsa mattutina) e soprattutto nessun doping: la classica colazione, forse un po' più leggera degli altri giorni, ma niente di eccezionale; e, una volta usciti dalle gelide acque, un bel brodo caldo e corroborante come aperitivo. «Chi ce lo fa fare? Ovvio, nessuno» afferma candido Marco Bertolotti in risposta a chi guarda ai temerari come matti da legare o maniaci dell'esibizionismo «E' una sfida goliardica, e come tale va presa. Anche se in effetti, a dare una spinta, c'è un po' di sana pazzia. Siamo felici: ogni anno si aggiunge qualcuno di nuovo e l'evento ha suscitato ancora una volta molta curiosità. La sfida che lanciamo per il prossimo anno è quella di arrivare ad una trentina di iscritti».

E da doman tuti en cassa malati

main sponsor dell'iniziativa?
imodium!

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Battisti C. :

@ Romano..allora se siete così convinti che vi costiamo troppo ecc..ecc..a Roma non avrete certo...

16-05-2012 20:58
dani :

Santi subito!! Esercito di pace: i vertici sono militari eccome, non son mica diventati le dame...

16-05-2012 20:57
@gigi e rosario :

io sono trentino DOC, vivo dove l'orso passa un giorno sì e uno no -alle pendici del Brenta,...

16-05-2012 20:50
corvo rosso :

la solita "pagliacciata " per avere visibilità ....

16-05-2012 20:40
Francesco - Riva del Garda :

Mi compiaccio perché ho avuto molti più chiarimenti sulla questione leggendo i commenti che l'...

16-05-2012 20:32
 

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