La soluzione Olivieri, quella di ridurre i costi della macchina della giustizia attraverso l'accorpamento degli uffici del giudice di Pace per salvare i tribunali perifici, viene considerata non praticabile dalla Provincia. Lo spiega il presidente della giunta Lorenzo Dellai che chiarisce come il nodo delle sedi distaccate sia di difficile soluzione, visto che «in base a tutti i criteri» di attività, la loro permanenza è praticamente da considerare impossibile. A meno che, nel dialogo con il governo, «riusciamo a chiarire le ragioni della nostra specificità» e, di conseguenza, a portare a casa una norma di attuazione che possa dare alla Provincia la possibilità di conservare l'attuale organizzazione dei tribunali distaccati.
Si tratta, però, di una missione che appare molto difficile. Secondo il presidente della Corte d'Appello di Trento Franceco Abate. Ieri, aprendo l'anno giudiziario, ha parlato di un decreto praticamente fatto per la revisione delle Circoscrizioni giudiziarie, che riguarderà il distretto per i giudici di pace e le sezioni staccate, con indicazioni di accorpamenti, che giudica all'insegna di una ragionevole razionalizzazione per alcuni uffici di giudici di pace e più problematica per le sezioni distaccate, con prevedibili ricadute di spesa sui Comuni.
Insomma, la speranza è flebile, a quanto spiegano gli stessi esperti, anche se il presidente Dellai, come aveva già detto durante la seduta del Consiglio provinciale due giorni fa, non molla la presa.
«Certo - chiarisce in premessa - non è che si possa intervenire come Provincia ogni volta che lo Stato abbandona una propria funzione o attività. La speranza è da inserire all'interno della trattativa col governo Monti, che si terrà il prossimo due di febbraio, per arrivare a una norma di attuazione» che possa garantire una diversa applicazione delle direttive nazionali sul fronte dell'articolazione delle sedi distaccate (Tione, Cavalese, Borgo Valsugana e Cles).
Come detto, Dellai boccia l'ipotesi di soluzione proposta dall'avvocato Luigi Olivieri che aveva messo in campo, con una lettera aperta, una sorta di scambio tra i risparmi effettuati sul fronte dei giudici di pace e il mantenimento delle sedi distaccate dei tribunali. La questione, chiarisce la Provincia, non si pone per il fatto che i costi dei giudici di pace sono già a carico delle casse dell'autonomia, in questo caso la competenza è della Regione, e quindi per lo Stato una razionalizzazione in questa materia non potrebbe incidere in alcun modo sulla posizione di Roma rispetto ai piccoli tribunali.
Sul tema Dellai aveva già dato una risposta alcuni giorni fa in Consiglio provinciale. Sollecitato sul tema, il presidente della Provincia aveva parlato di «comprensibile preoccupazione degli avvocati e dei cittadini che paventano una chiusura dei relativi servizi. Abbiamo già avuto su questa materia due incontri tecnici con il direttore generale del Ministero competente per questa materia, quando ancora era in carica il Governo precedente, che ha approvato la legge-delega. Ho inoltre inviato una nota al ministro dell'attuale Governo Paola Severino, sottolineando le ragioni peculiari che hanno portato all'organizzazione degli uffici giudiziari sul nostro territorio che oggi conosciamo. Siamo inoltre in contatto con il presidente della Commissione dei 12 per studiare una eventuale nuova norma di attuazione, che riprenda la vecchia bozza di norma sulla materia». A decidere la chiusura dei tribunali distaccati di Tione, Cles, Borgo, Cavalese è stata la legge di stabilità finanziaria del governo Berlusconi.



4 commenti
Piccoli o grandi, è la giustizia che non c'è più.
Ce l'hanno solo i potenti, è tutta loro.
prima chi digitalizzino tutto..poi che chiudano i tribunali periferici!
perchè non è pensabile che debba fare 50km per portare delle scartoffie fino a trento quando con una mail si potrebbe fare in 2 secondi!!
basta con queste spese insostenibili. che siano chiuse le sedi periferiche e si cominci ad usare di più l'informatica per snellire le procedure. e che le persone intasino di meno con le loro beghe i tribunali civili.
Palle. A Dellai non frega niente delle sezioni distaccate, se no si sarebbe mosso.
A Bolzano Durni si è dato da fare e in accordo con le parti sembra che ne riesca a mantenere 2 su 4.
Dellai è al capolinea, e sarebbe ora che se ne andasse smettendo di fare danni come sta facendo in questi ultimi mesi.