Via del Suffragio si spopola di negozi ed attività commerciali: passeggiando lungo questo dimenticato angolo di centro storico si possono contare ben dodici serrande abbassate. Tredici per la verità, ma l'ultima inserita in elenco si è sollevata proprio ieri sera con l'inaugurazione del locale «ex Stube», ribattezzato «168» dalla nuova gestione cinese.
«Vendesi», «Affittasi», «Ci siamo trasferiti»: ecco i messaggi riportati sui cartelli che campeggiano accanto all'inequivocabile segno metallico di chiusura.
Anch'essi contribuiscono a creare una sorta di sensazione d'abbandono e desolazione, che va a caratterizzare per lo più il tratto di via che porta dalla zona dei portici a piazza Raffaello Sanzio. «Tendenza alla chiusura definitiva che è divenuta più marcata da circa 3 anni a questa parte», afferma Ivano Denardi titolare del bar Rossini. «Principalmente - prosegue - a causa dello scarso passaggio pedonale cui è soggetta la nostra via. Il che implica un notevole calo di potenziali acquirenti e, di conseguenza, delle effettive vendite».
A detta dei «sopravvissuti» l'abbandono da parte delle attività commerciali è una semplice, nonché grave conseguenza, della scelta sposata dall'amministrazione comunale di trasferire la parte commerciale della città da piazza Duomo alla più distante piazza Fiera. «Provocando così un deciso calo degli accessi in città attraverso quella che un tempo ne era una delle porte d'ingresso primarie», aggiunge Sergio Bazzanella , il cui negozio di cicli - ora spostatosi in via del Vò - è stato in via del Suffragio per oltre 70 anni.
«In effetti - testimonia Maurizio Bonmassar , titolare del negozio per animali Spagnoli Shop - i pedoni accedono a via Suffragio da via Torre Verde, dirigendosi verso i portici che, non a caso, sono più frequentati e risentono meno del fenomeno in questione».
Il tratto di via che si congiunge a piazza Raffaello Sanzio è completamente tagliato fuori: «Non esistono fermate del bus o parcheggi - continua - chi lascia, ad esempio, l'auto in piazza della Mostra raggiunge direttamente i portici».
A tal proposito si aspetta con ansia la costruzione del collegamento pedonale diretto con via San Martino: «Non sarà la risoluzione di tutti i problemi - dice Denardi - ma potrebbe aiutare ad incrementare il flusso di passaggi».
Tra i «superstiti» si risente di una scarsa considerazione della zona: «Basti pensare - osserva Liana Balsamo , ex titolare del centro estetico Becos - che le bancarelle delle fiere di San Giuseppe e Santa Licia non oltrepassano l'altezza dei portici».
Oltre al calo di frequentazioni, tra le motivazioni più pesanti che hanno provocato la moria del commercio sembra esserci la crisi economica. «Senza scordare - conclude Balsamo - la trascuratezza estetica in cui versa la via, che è stata costretta a dire addio al suo antico splendore: dagli eccessivi traffico e parcheggi senza criterio alla scarsa cura del tessuto urbano, in primis dell'illuminazione pubblica». Tra i fattori meno incisivi sulla situazione attuale compaiono i canoni d'affitto «che - precisa Bonmassar - sono rimasti più o meno invariati: a calare in modo drastico sono le entrate».
Chi sono, quindi, i pochi «stoici» esercenti che ancora resistono? Si tratta principalmente di attività storiche, con un ventaglio di clienti piuttosto consolidato e costante. Anche se, per loro stessa ammissione, sopravvivere non è certo facile. Sono casi particolari la sala bingo e il locale in cui si gioca alle slot-machine: per loro non vi sono grossi problemi a conservare in vita le attività.
Quali, invece, i negozi che se ne vanno? «Non esiste una particolare tipologia - spiega Andrea Margoni , titolare del bar Porteghet - dai negozi storici di dolci o materassi ai saloni di parrucchiera e negozi etnici. Unico fattore comune: non sono le grandi catene di negozi a chiudere, ma i piccoli imprenditori o artigiani trentini».



CI SONO CIRCA 250 PERSONE CHE VIVONO SEGUENDO L'ORSO.E ALCUNI FUNGAIOLI CHE MUOIONO SCAPPANDOGLI...
Per il progetto Life Ursus il parco percepisce fior di soldi molti spesi in chissà cosa e in...
Ricordo a tutti che, quando è fuggito in Italia per arruolarsi con il nemico, era un "onorevole...
Esatto ci tocca tenerli e mantenerli e soprattutto mantenere quelli che gironzolano per tenerli...
Mi fa piacere che ci siano cacciatori che incominciano a rendersi conto di come le loro azioni...