Giovanetti: un 2012  nel segno della speranza

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Di solito, quando sta per iniziare un nuovo anno, si formulano attese, desideri, auspici, sogni che si spera potranno realizzarsi. Si lascia alle spalle l'anno vecchio con tutte le sue delusioni e si confida che il nuovo sia migliore, più generoso, più prodigo di soddisfazioni e di risultati.
Quest'anno è un po' diverso. Il 2012 che sta per iniziare nasce tra l'incognita di un futuro incerto e la preoccupazione di ulteriori prove e sacrifici a cui saremo chiamati. Tutti dicono che sarà un anno difficile, pesante, faticoso, dove il nostro Paese sarà messo duramente alla prova. Sarà un anno in cui ci giochiamo molto, la tenuta dei nostri conti, il benessere, il domani dei nostri figli, la possibilità di continuare a rimanere una nazione che sa essere riferimento nel mondo.
È comprensibile che molti in queste ore stapperanno la bottiglia di spumante con un po' di disincanto, quasi con rassegnazione. Con la sfiducia che ormai c'è poco da fare, la convinzione che le cose non potranno che modificarsi in peggio e ci aspettano giorni amari.
Eppure proprio la grave crisi che stiamo attraversando, le difficoltà in cui annaspiamo, la necessità obbligata di cambiare a cui siamo costretti costituiscono un'occasione unica per tutti noi. Un tempo propizio per scrollarci di dosso anni di immobilismo, di attesa inerte, di fossilizzazione in abitudini, schemi mentali, riflessi condizionati che hanno ingrigito e impigrito un popolo che più volte nella storia ha saputo essere motore di civiltà ed esempio per il mondo.
Ecco la grande sfida che abbiamo dinanzi in questo 2012 che sta per incominciare. Un anno che è già dato per perso, perché non c'è nulla da sperare, è proprio quello che può segnare la svolta, perché siamo costretti a cambiare. A decidere. A voltare pagina.

A voltare pagina rispetto all'immobilità che ci tiene prigionieri da anni e che ci ha impedito di volare.
La storia insegna che è nei momenti di maggiore difficoltà che i trentini, gli italiani, hanno saputo dare il meglio di se stessi, raccogliendo dentro di sé forza morale e volontà di ricostruzione, che sono riuscite a far fronte alle distruzioni e ai dolori della guerra per costruire benessere e libertà. Siamo stati in grado con spirito di sacrificio, capacità di rinuncia, ansia di riscatto, ma soprattutto mettendo in gioco ingegno, creatività, e passione di costruire qualcosa di importante, per noi e per i nostri figli. È così che abbiamo fatto grande l'Italia e abbiamo dato crescita, sviluppo e democrazia ad una nazione ferita e umiliata.
Oggi siamo di fronte ad un momento storico come allora, come nel dopoguerra. C'è un Paese da ricostruire. Ci aspettano montagne da risalire, ostacoli da superare, comodità da abbandonare, cambiamenti di vita a cui non siamo abituati. Ma lo dobbiamo fare, perché non c'è alternativa.
Ed è questa la straordinaria forza del momento che siamo chiamati a vivere. È questa la condizione speciale che l'anno che stiamo per iniziare ci pone di fronte.
Per ripartire, però, occorre un grande sforzo personale e collettivo. Dobbiamo ritrovare unità e visione del domani per innescare quella mobilitazione morale e civile, che sola ci potrà salvare. Abbiamo bisogno di testa, cuore e grande forza d'animo. Coraggio e volontà di fare il salto, di buttarsi oltre l'ostacolo e costruire qualcosa di nuovo. Senza le inibizioni delle vecchie categorie ideologiche, gli schemi di decenni ormai sepolti, la difesa insostenibile di privilegi, rendite di posizione, piccoli grandi benefici che la situazione di immobilità ci permetteva di lucrare. Questo non ci è più dato.
Solo se sapremo mollare gli ormeggi e partire, potremo approdare a terre nuove e a nuovi orizzonti, per un Paese che ha dentro di sé grandissime energie inespresse e mortificate, che aspettano solo di scrollarsi di dosso la paura di cambiare per sprigionare la loro forza creativa.
È la fiducia ciò che dobbiamo ritrovare. La fiducia in noi stessi, ma anche nell'immenso potenziale di cultura, lavoro, sviluppo che c'è nel cuore degli italiani.
Del resto se guardiamo indietro, se pensiamo al Trentino di 50-60 anni fa, alla povertà diffusa e alle ristrettezze che ci costringevano ad emigrare per vivere, ci accorgiamo del salto che abbiamo saputo fare.
Ed è stato possibile grazie alla fatica, agli sforzi, alle rinunce, ma soprattutto alla volontà di costruire un'epoca nuova che ha animato quella generazione.
Il coraggio di spiccare il volo è stato più forte della paura di cadere. Questo è ciò che ci attende nell'anno nuovo che fra poche ore vedrà la luce. Nel segno della speranza.
Auguri. Buon 2012.
p.giovanetti@ladige.it

22 commenti

Credo che tra poco tempo malediremo la Merkel, che ha soggiogato il vecchio Napolitano e che ha di fatto compiuto un sorpruso punibile con la fucilazione. Golpe interstatale dove con abile mossa circuisce un anziano e calpesta uno Stato Sovrano. E l' Adige fa finta di nulla. Ma tornerà Berluskoni, e rimarrà sino alla morte. E allora piangeremo per lui come i coreani in questi giorni.

Io rivoglio indietro Berlusconi,
l' anno scorso ho mangiato due panettoni e sono andato in ferie a Cayo Largo. Quest' anno ho mangiato il pandoro sottomarca e le ferie le ho viste in cartolina. Ve POSSINO maledetti cattocomunisti che ora che si stà peggio fate finta di nulla.

lo sai Beniamino che se il governo del tuo arridatecelo fosse stato in piedi ancora un pò lo Stato non sarebbe più stato - scusa per la ripetizione - in grado di pagare le Tredicesime????

hai ragione, i grandi discorsi li lasciamo fare ai grandi direttori, tipo..che ne so, Sallustri?

Il Silvio era sempre il Silvio, fa tanta nostalgia. Con lui andavamo in ferie alle Maldive e in Thailandia, in Brasile e a Cuba. Ora non andiamo più nemmeno a Piadena. Silvio torna, ti vogliamo bene.

Arridateceeeee Berluskoniiiii !!!!!!

Direttore, ma di che cosa avrà parlato la Merkel con Napolitano ? Del tempo o forse della comune fascinazione giovanile per il comunismo ? lei in carriera nella Germania dell’Est, lui a stendere comunicati a favore dell’invasione russa dell'Ungheria e contro il Nobel al dissidente Sacharov ?
Perchè lei non ne parla ?

ma invece se fare un discorso copia-incolla non poteva stare con i piedi per terra e descrivere l'inquietante situazione del gioco e dell'alcol che in trentino sta mietendo famiglie a dismisura? lasci fare discorsi
programmatici ai Direttori dei grandi giornali....buon lavoro e auguri !

Direttore, lei si stà omettendo su fatti gravissimi. La Merkel ha circuito, insieme a mister Obama e a Sarkozy, nonno Napolitano per piegare l’Italia al loro volere su questioni altre, tipo Libia, asse con Putin, oleodotti e altri mega affari.Abbiamo tutto da perdere, ma lei come fanno i comunisti prima ha remato contro, e ora tace, nonostante lo spread sia più alto e le tasse infami. Chi è di sinistra spera sempre di affossare l' Italia. Buon anno.

Mi auguro che l'Adige presenti la realtà obiettivamente e le vere cause (come la conservazione delle rendite parassitarie)visto che la manovra ha provocato una recessione e si autodisciplini per aiutare a superare la crisi .Una recessione questa che se sarà simile a quella greca ci riporterà 50 anni indietro lasciando miserie e tensioni .Se pure non creerà movimenti di piazza e delinquenza , di certo esasperazione e guerra tra poveri come spesso accade.

Mu su, caro il mio Direttore, ma perchè fai il menagramo ed il pessimista. Guarda che non c'è mica più Berlusconi al governo: ORA C' E' MONTI e tutti i problemi che ha creato quel "pu....ere" si riolveranno in brevissimo tempo, se non altro per il sicuro effetto benefico e di sviluppo che comporterà la manovra appena emanata dai professoroni.

Sianmo ottimisti, dai. buon anno a tutti

No no Rudolf tutto vero,soprattutto che ci rispettano di piu´.Non si parla piu´di processi brevi o lunghi,leggi sulle intercettazioni e ad personam,ministri con avvisi di garanzia o accusati di mafia,basta barzellette volgari e pacche sul culo,e´tutto straordinariamente ordinario.Piace un sacco,a te manca qualcosa

Direttore, lei si stà omettendo su fatti gravissimi. La Merkel ha circuito, insieme a mister Obama e a Sarkozy, nonno Napolitano per piegare l’Italia al loro volere su questioni altre, tipo Libia, asse con Putin, oleodotti e altri mega affari.Abbiamo tutto da perdere, ma lei come fanno i comunisti prima ha remato contro, e ora tace, nonostante lo sprerad sia più alto e le tasse infami. Chi è di sinistra spera sempre di affossare l' Italia. Buon anno, grazie.

Direttore, ma di che cosa avrà parlato la Merkel con Napolitano ? Del tempo o forse della comune fascinazione giovanile per il comunismo ? lei in carriera nella Germania dell’Est, lui a stendere comunicati a favore dell’invasione russa dell'Ungheria e contro il Nobel al dissidente Sacharov ?
Perchè lei non ne parla ?

Coraggio direttore. Berlusconi se ne è ito. Ora c'è Supermario e lo spread non conta più. Non contano più i disoccupati. Non conta più il rendimento dei titoli di Stato.Le tasse sono un piacere. La Marcegaglia non parla più. E si è zittito anche quel fighetta di Montezemolo. Ora siamo sobri, eleganti, molto europei e tutti ci rispettano. O forse ho sbagliato qualcosa?

Ma come Giovannetti ? Pur di far cadere Berlusconi le ha tentate tutte, con lo spread in bella mostra ogni giorno.La Merkel ha violato la Costituzione e lei stà zitto. E Ora che lo spread è molto più alto, allora fate finta di nulla. A questo punto è meglio andare ad elezioni immediate, tanto lo spread non si ferma. Ed allora ricacciamo Berlusconi al comando , e paghiamo meno tasse. Buon anno.

Auguri Giovanetti e ai lettori dell'Adige.Nel 2012 spero di leggere sull'Adige commmenti sui fatti con maggiore obiettività e con ottimismo sul fare della stragande maggioranza dei cittadini Trentini ed Italiani.

Cari miei il 2012 sarà una mazzata. Poche storie. Prepariamoci a vedere piazze piene di protesta. Chi in queste ore mette in crisi il popolo con ulteriori tasse e provocando l'aumento generalizzato dei prezzi vive troppo nell'agio, per comprendere le difficoltà della gente comune. Gente comune che ormai è alla canna del gas. E quando si è alla canna del gas si perde la ragione. Okkio gente.

Le prove sono come una potatura e servono sempre per migliorarci.......
Mi auguro che la ristrettezza economica di questo tempo ripulisca un po' la nostra bella Italia da troppa IMMORALITA'!

E' ora di finirla con questo terrorismo mediatico! Giornali e televisione in questi giorni continuano a ridire le stesse cose negative! Comunque non fasciamoci la testa prima di cadere a terra!
Vediamo come il governo in carica metterà mano ai privilegi dei politici, altrimenti il popolo dovrà scendere in piazza a fare una rivoluzione: è ora di finirla di chiedere sacrifici solo a chi lavora per 1000€ al mese!
Buon Anno a Tutti!!

Il solito quresimale.

Egregio Direttore,il Suo mi sembra un bollettino di guerra!Il tutto mi pare un po'esagerato ed enfatico.Comunque forza e coraggio e soprattutto auguri a Lei, ai Suoi collaboratori e ai lettori dell'Adige.Buon Annooooo!

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