LAVIS - «Integrazione multietnica? Non me ne parlate. Qui gli stranieri
hanno capito che sono più tutelati dei cittadini residenti e ne
approfittano». È l'amaro sfogo di Raffaella Dallagiacoma ,
sessantasettenne lavisana, invalida civile, vittima - a suo dire - di un
autentico sopruso perpetrato nei suoi confronti da un gruppo di
cittadini rumeni. La donna è proprietaria di un mini-appartamento a
Lavis, affittato per anni ad una coppia di rumeni con contratto
regolarmente registrato, tornata in patria nella scorsa primavera. Dopo
di allora, l'appartamento è stato affittato ad un giovane rumeno,
raccomandato proprio dagli ex inquilini, il quale però da mesi risulta
non rintracciabile.
Non solo: il giovane se ne è andato senza comunicare nulla alla proprietaria e subaffittando la casa ad un gruppo di connazionali nullafacenti, impossibilitati quindi a pagare l'affitto. La proprietaria, rimasta all'oscuro di tutto fino a venerdì scorso, si è presentata assieme ai Carabinieri alla porta del suo appartamento per far sloggiare gli occupanti. Qui l'amara sorpresa e la decisione di sensibilizzare l'opinione pubblica e richiamare la classe politica rispetto a tali situazioni: nessuna autorità ha il potere di far sgomberare chi occupa abusivamente abitazioni private. «Sono davvero amareggiata e incredula: oltre ai danni economici determinati dal mancato versamento dell'affitto, mi vedo impossibilitata a sospendere luce e acqua, e impotente dinnanzi alla loro prepotenza. Davanti alle mie rimostranze e all'invito a liberare la mia casa, mi hanno risposto che essendo cittadini comunitari godono dei medesimi nostri diritti e che quindi loro restano dove sono. Medesima sconsolata risposta mi è stata data dal sindaco di Lavis e dagli agenti della Polizia municipale».
Presso le stazioni dei Carabinieri sono frequenti le richieste di intervento per situazioni analoghe e proprio i militari dell'Arma confermano che non esistono strumenti pratici e immediati per dirimere queste questioni. «La mia unica entrata, oltre agli 82 euro di pensione d'invalidità, è rappresentata da questo appartamento, acquistato dopo una vita di lavoro e di sacrifici. Non ho avuto alcun pregiudizio al momento di affittarlo a dei rumeni ma, alla luce di quanto successo, non ripeterei l'esperienza. Si lamentano tutti dicendo che ci sono case sfitte, e che gli extracomunitari sono costretti a vivere in luoghi malsani e fatiscenti - conclude scnsolata la donna - ma noi cittadini italiani, vittime di tali ingiustizie chi ci pensa? Chi ci tutela?»
Non solo: il giovane se ne è andato senza comunicare nulla alla proprietaria e subaffittando la casa ad un gruppo di connazionali nullafacenti, impossibilitati quindi a pagare l'affitto. La proprietaria, rimasta all'oscuro di tutto fino a venerdì scorso, si è presentata assieme ai Carabinieri alla porta del suo appartamento per far sloggiare gli occupanti. Qui l'amara sorpresa e la decisione di sensibilizzare l'opinione pubblica e richiamare la classe politica rispetto a tali situazioni: nessuna autorità ha il potere di far sgomberare chi occupa abusivamente abitazioni private. «Sono davvero amareggiata e incredula: oltre ai danni economici determinati dal mancato versamento dell'affitto, mi vedo impossibilitata a sospendere luce e acqua, e impotente dinnanzi alla loro prepotenza. Davanti alle mie rimostranze e all'invito a liberare la mia casa, mi hanno risposto che essendo cittadini comunitari godono dei medesimi nostri diritti e che quindi loro restano dove sono. Medesima sconsolata risposta mi è stata data dal sindaco di Lavis e dagli agenti della Polizia municipale».
Presso le stazioni dei Carabinieri sono frequenti le richieste di intervento per situazioni analoghe e proprio i militari dell'Arma confermano che non esistono strumenti pratici e immediati per dirimere queste questioni. «La mia unica entrata, oltre agli 82 euro di pensione d'invalidità, è rappresentata da questo appartamento, acquistato dopo una vita di lavoro e di sacrifici. Non ho avuto alcun pregiudizio al momento di affittarlo a dei rumeni ma, alla luce di quanto successo, non ripeterei l'esperienza. Si lamentano tutti dicendo che ci sono case sfitte, e che gli extracomunitari sono costretti a vivere in luoghi malsani e fatiscenti - conclude scnsolata la donna - ma noi cittadini italiani, vittime di tali ingiustizie chi ci pensa? Chi ci tutela?»




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