Parlare del tunnel per "Uscire dal tunnel" delle lotte intestine e della
sudditanza alla Provincia di Trento. Nuove indicazioni per «far cadere
la maschera» dei vertici trentini, smontando le scuse (soldi e tempo)
addotte alla soluzione voluta e già approvata da tutti i comuni del
territorio. La «soluzione C», l'ultima trovata provinciale per risolvere
il collegamento Loppio-Linfano, è stata giudicata non solo «tortuosa e
assurda» ma soprattutto «pericolosa e fuori norma». «Arco+» di Mario
Morandini ha registrato il tutto esaurito l'altra sera alla sala
consiliare del Casinò Municipale, per il dibattito e la relazione
tecnica dell'ingegner Bruno Gobbi Frattini. Illustrate nuove indicazioni
di lavoro per ottenere, allo stesso costo e negli stessi tempi, una
soluzione compromesso tra la volontà locale e le direttive provinciali.
«Questa non è una soluzione, - hanno sottolineato Morandini e Gobbi Frattini - vorremmo il collegamento lungo, il condiviso "B1", ma non vogliamo dare alla Provincia un alibi per continuare a non fare nulla». Tra il pubblico anche l'ex assessore provinciale già presidente dell'A22 Silvano Grisenti, che nel corso degli interventi ha approvato l'iniziativa di Arco+ e lodato la folta partecipazione popolare alla serata. Immancabili poi i membri dei comitati sulla viabilità, e le forze economiche con il presidente degli artigiani Roberto De Laurentis e Carlo Zanin per l'associazione Industriali locali. Presenti anche assessori e consiglieri dei Comuni coinvolti nell'opera. Pelo e contropelo alla «soluzione C». La canna unica per 3 corsi di marcia è pericolosa e non risponde alle normative europee: curve e pendenza imporrebbero inoltre limiti di 75 km/h per la discesa e 85 km/h per la salita, con ovvio divieto di sorpasso. Come la galleria della Val di Ledro, solo con traffico 15 volte maggiore.
Meglio quindi, secondo le nuove indicazioni Arco+, ridurre la pendenza, facendo partire la galleria mezzo km dopo l'imbocco finora nei piani, a 220 m. s. l. invece di 250 circa, in modo da poter accorciare il tunnel, da 3,3 km a 2,8 km. E le canne sarebbero due, secondo norma Ue, con uscite di sicurezza meno difficili da raggiungere di quelle interrate previste dalla Pat. Il costo si attesterebbe sui 140 milioni di euro. Ma il tratto Loppio-Cretaccio sarebbe solo il primo di quattro "stralci" proposti dalle indicazioni di Gobbi Frattini. L'intero disegno comprende il collegamento con la circonvallazione di Torbole verso il Garda, a sud, a monte invece la galleria del lago di Loppio - poco meno di un 2 km, canna unica - e il bypass dell'abitato di Loppio, di circa ugual lunghezza, canna unica (che eviterebbe anche il "tappo"che sarà costituito dalla futura rotatoria per la Val di Gresta). La galleria del lago salvaguarderebbe il biotopo, e come il bypass di Loppio potrà essere implementato con una seconda canna quando si troveranno i soldi. Per questi due stralci i costi restano intorno ai 40 milioni di euro ciascuno.
Ma neanche il compromesso di Arco+ accontenta tutti e se lo scopo della Pat, secondo il parere di Arco+, era davvero quello di seminare zizania, ci sono riusciti. Durante il dibattito intervengono i rappresentati dei comitati di Mori e Nago, dicendosi delusi dal «poco coraggio» visto in sala, ed esprimendosi a favore per un collegamento extralungo con partenza a Mori. Il consigliere rivano Pietro Matteotti ha invece bacchettato la mancanza di unità: «La soluzione C è fuori norma, da vergognarsi ad averla presentata, ma l'Alto Garda continua a subire perchè non siamo uniti». Sul problema dei costi invece è intervenuto il consigliere arcense Mario Caproni, proponendo un pedaggio come accade in altre realtà di tunnel italiani ed europei: «Applicando la tassa di un euro ai non residenti, il gestore, ipoteticamente l'A22, porterebbe a casa 4 milioni di euro all'anno».
«Questa non è una soluzione, - hanno sottolineato Morandini e Gobbi Frattini - vorremmo il collegamento lungo, il condiviso "B1", ma non vogliamo dare alla Provincia un alibi per continuare a non fare nulla». Tra il pubblico anche l'ex assessore provinciale già presidente dell'A22 Silvano Grisenti, che nel corso degli interventi ha approvato l'iniziativa di Arco+ e lodato la folta partecipazione popolare alla serata. Immancabili poi i membri dei comitati sulla viabilità, e le forze economiche con il presidente degli artigiani Roberto De Laurentis e Carlo Zanin per l'associazione Industriali locali. Presenti anche assessori e consiglieri dei Comuni coinvolti nell'opera. Pelo e contropelo alla «soluzione C». La canna unica per 3 corsi di marcia è pericolosa e non risponde alle normative europee: curve e pendenza imporrebbero inoltre limiti di 75 km/h per la discesa e 85 km/h per la salita, con ovvio divieto di sorpasso. Come la galleria della Val di Ledro, solo con traffico 15 volte maggiore.
Meglio quindi, secondo le nuove indicazioni Arco+, ridurre la pendenza, facendo partire la galleria mezzo km dopo l'imbocco finora nei piani, a 220 m. s. l. invece di 250 circa, in modo da poter accorciare il tunnel, da 3,3 km a 2,8 km. E le canne sarebbero due, secondo norma Ue, con uscite di sicurezza meno difficili da raggiungere di quelle interrate previste dalla Pat. Il costo si attesterebbe sui 140 milioni di euro. Ma il tratto Loppio-Cretaccio sarebbe solo il primo di quattro "stralci" proposti dalle indicazioni di Gobbi Frattini. L'intero disegno comprende il collegamento con la circonvallazione di Torbole verso il Garda, a sud, a monte invece la galleria del lago di Loppio - poco meno di un 2 km, canna unica - e il bypass dell'abitato di Loppio, di circa ugual lunghezza, canna unica (che eviterebbe anche il "tappo"che sarà costituito dalla futura rotatoria per la Val di Gresta). La galleria del lago salvaguarderebbe il biotopo, e come il bypass di Loppio potrà essere implementato con una seconda canna quando si troveranno i soldi. Per questi due stralci i costi restano intorno ai 40 milioni di euro ciascuno.
Ma neanche il compromesso di Arco+ accontenta tutti e se lo scopo della Pat, secondo il parere di Arco+, era davvero quello di seminare zizania, ci sono riusciti. Durante il dibattito intervengono i rappresentati dei comitati di Mori e Nago, dicendosi delusi dal «poco coraggio» visto in sala, ed esprimendosi a favore per un collegamento extralungo con partenza a Mori. Il consigliere rivano Pietro Matteotti ha invece bacchettato la mancanza di unità: «La soluzione C è fuori norma, da vergognarsi ad averla presentata, ma l'Alto Garda continua a subire perchè non siamo uniti». Sul problema dei costi invece è intervenuto il consigliere arcense Mario Caproni, proponendo un pedaggio come accade in altre realtà di tunnel italiani ed europei: «Applicando la tassa di un euro ai non residenti, il gestore, ipoteticamente l'A22, porterebbe a casa 4 milioni di euro all'anno».



1 commento
Si lo scopo della Pat iera davvero quello di seminare zizzania e ci sono riusciti...volete fare una galleria per distruggere le campagne e farci respirare più smog!! Nago è stupendo così non bisogna farci niente trovate una soluzion...Con la soluzione C siamo alla farsa....ci trattano come deficenti! Ma non doveva il ns caro Sindaco Luca Civettini battere i pugni sul tavolo della PAT... invece nel giro di una notte i ns pavidi amministratori hanno sbeffeggiato il ns lavoro civile di anni e il voto unanime del consiglio comunale! VERGOGNA !!